Trib. Agrigento, sent. 23 novembre 2016 (dep. 23 gennaio 2017), n. 2110 - est. Caruso, imp. C. e altro

(art. 44, comma 1, lett. c) d.p.r. 6 giugno 2001, n. 380; artt. 146, 181, commi 1 e 1-bis d.l.vo 22 gennaio 2004, n. 42; art. 131-bis c.p.)

  • Alberto Seggio Ordine Avvocati Agrigento
Parole chiave: Edilizia e urbanistica; attività di scavo e sbancamento; assoggettamento a titolo abilitativo; condizioni; individuazione. Edilizia e urbanistica; assenza di permesso di costruire e di autorizzazione paesaggistica; alterazione di area sottoposta a vincolo paesaggistico e ambientale; non punibilità per particolare tenuità del fatto; esclusione.

Abstract

In tema di reati urbanistici, le opere di scavo, di sbancamento e di livellamento del terreno, finalizzate ad usi diversi da quelli agricoli, in quanto incidono sul tessuto urbanistico del territorio, sono assoggettate a titolo abilitativo edilizio.

In materia di reati urbanistici e paesaggistici, il fatto non può considerarsi tenue, e va dunque esclusa la configurabilità della speciale causa di non punibilità di cui all’art. 131-bis c.p., quando la conformazione di un’area, già sottoposta, per disposizione normativa, a vincoli paesaggistici ed ambientali, sia stata alterata.

Riferimenti bibliografici

(Fattispecie in cui, in assenza del permesso di costruire e della prescritta autorizzazione paesaggistica, gli imputati avevano realizzato opere di sbancamento e di livellamento per un'estensione di circa 600 mq, in tal modo alterando la conformazione di un’area di per sé vincolata da norme giuridiche a tutela del paesaggio e dell’ambiente da almeno un cinquantennio).
Pubblicato
2018-04-20
Sezione
Giurisprudenza di Diritto Penale e Processuale